25 aprile 2026. Adunata al Sacrario dell'Armata Silente

Paolino Vitolo

 

Nel giorno in cui alcuni, ancora troppi, si ostinano a festeggiare la sconfitta dell'Italia nella Seconda guerra mondiale e la successiva ben più orrenda guerra civile, che determinò la morte della Patria, noi, che questa Patria l'amiamo e l'abbiamo sempre amata, ci raduneremo al Sacrario dell'Armata Silente.

Nel territorio di Santa Maria Capua Vetere, non lontano dalla famosa chiesa di Sant'Angelo in Formis, nascosta nel verde della campagna, c'è una piccola cava abbandonata. Qui, nei primi mesi del 1944, quando l'Italia era già divisa in due, alcuni giovani soldati della Repubblica Sociale Italiana furono fucilati dagli invasori angloamericani.

Dopo lo sbarco in Sicilia, preparato accuratamente dai nuovi barbari in combutta con i capi della mafia siciliana rifugiatisi e ben accolti negli Stati Uniti dopo che il valoroso prefetto Mori, inviato dal Duce Benito Mussolini, aveva estirpato il cancro mafioso dall'isola e da tutta la nazione, ci fu la firma dell'armistizio di Cassibile. La data dell'8 settembre 1943, che ricordiamo con vergogna, sancì la divisione della Patria italiana in due Stati: il cosiddetto regno del Sud, con il governo fantoccio dell'inqualificabile e innominabile re, fuggito in Puglia con un branco di traditori dalla capitale Roma, e la Repubblica Sociale Italiana, unico Stato sovrano italiano riconosciuto nel contesto internazionale, unica entità in cui la Patria sopravviveva, sconfitta ma non doma.

I giovani martiri della cava di Sant'Angelo in Formis erano tutti soldati volontari della RSI, infiltrati nel Sud occupato dagli invasori per difendere la Patria anche in quelle terre. Sapevano di andare incontrio a morte certa, ma decisero consapevolmente di seguire i propri nobili ideali. Essi no tradirono. Essi vivono ancora. Essi sono PRESENTI!

Erano tutti giovani, anzi giovanissimi. Il più giovane, Franco Aschieri, aveva solo diciassette anni quando fu catturato dagli angloamericani. Perfino i barbari, in un barlume di consapevolezza, non ebbero il coraggio di fucilarlo subito. I barbari aspettarono il suo diciottesimo compleanno per assasinarlo.

La storia di questi giovani eroi, componenti di quella che abbiamo voluto chiamare "Armata Silente" è narrata in un libro che l'indimanticabile Uccio de Santis ed io abbiamo scritto tempo fa.

Ve ne proponiamo la lettura: Armata Silente.

Rimandiamo anche alla pagina che l'amico Aldo Cianci scrisse quando il suddetto libro fu pubblicato: Recensione del libro.